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Dazi alla Russia e crollo del rublo: a azzardo mezzo miliardo di export del Veneto

Vale sei volte in meno della Germania e cinque volte in meno degli Stati Uniti ma, con oltre mezzo miliardo di export all'anno dai settori a maggiore concentrazione di piccole e medie imprese, la Russia è comunque il quarto mercato extra UE per le merci venete. Soprattutto prodotti del made in Italy come moda, mobili e alimentare che, con il attuale deprezzamento del rublo nei confronti dell'euro (-33% da aprile 2017 ad oggi), rischiano di essere molto meno appetibili per i consumatori del grande continente asiatico.

Lo dice Agostino Bonomo, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto, parlando di guerre commerciali e dei loro effetti. «Ho già avuto modo di denunciare che il protezionismo e le guerre commerciali, anche quelle che appaiono più lontane a noi - sottolinea - rappresentano un danno per economie esportatrici come l'Italia, secondo Paese manifatturiero dell'Unione europea. Oggi ne abbiamo la prima prova con il tonfo del rublo nei confronti di euro e dollaro, che penalizza certamente le nostre merci che si trovano a costare un quarto in più».

Nei settori dove le piccole imprese rappresentano almeno il 60% dell'occupazione, il made in Italy verso la Russia nel 2017 ammonta a 2,85 miliardi di euro ed è in crescita del 10% rispetto al 2016. Il Veneto, ed in particolare i suoi settori a maggiore concentrazione di piccole e medie imprese, sono in una pericolosa prima linea. Sono 556,2 i milioni di euro esportati nel 2017, in crescita del 13,1% rispetto al 2016. Valiamo da soli il 20% delle esportazioni italiane verso il Paese balcanico. Nel dettaglio settoriale dei gruppi (3 digit Ateco 2007) dei settori di Mpi i prodotti maggiormente esportati dal Veneto verso la federazione sono rappresentati dagli articoli tessili abbigliamento e calzature con 262 milioni di euro, pari al 47% dell'export totale di Mpi, seguono i mobili con 116,8 milioni ed infine i prodotti alimentari con 26,1 milioni. «Un bilancio lusinghiero che potrebbe essere ancora migliore se non ci fossero, da circa un anno, le sanzioni e contro-sanzioni UE. A tal proposito, la risoluzione votata oggi in Consiglio Regionale Veneto - conclude Bonomo - con la quale si invita Governo, Parlamento e Istituzioni europee a rivedere i rapporti commerciali tra UE e Federazione Russa per rimuovere lo stato di embargo, è una presa d'atto forte che appoggiamo».