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Asensio vs Bernardeschi, Spagna-Italia dentro un tiro mancino

I destini di Spagna e Itala u21 stasera come antipasto di un futuro che sembra già qui: Marco Asensio da una parte, predestinato in grado di farsi notare in mezzo ai fenomeni del Real Madrid; Federico Bernardeschi dall'altra, uomo mercato in orbita Juve. Lo scontro di stasera, da protagonisti assoluti, come antipasto di quello che verrà. Russia 2018, Real Madrid.... e Juventus?

Potrebbe davvero diventare il primo di tanti incroci, specie se uno – come pare – diventerà una stella del Real Madrid e l’altro – come si chiacchiera – alla fine vestierà la maglia della Juventus. Marco Asensio e Federico Bernardeschi. I destini di Spagna e Italia, questa sera, passeranno soprattutto dai loro mancini.

Asensio, protagonista in mezzo ai fenomeni

Da una parte cerramente un giocatore più pronto e più costante, nonostante la carta d’identità ci racconti di due anni meno rispetto al suo diretto avversario. Marco Asenio è stato un silenzioso piccolo protagonista della stagione del Real Madrid, un personaggio capace di dire la sua in un reparto dove la concorrenza era rappresentata da Ronaldo, Benzema, Bale, Morata e James Rodriguez. Un ragazzino che si è conquistato la stima di Zidane, aprendo e chiudendo idealmente la stagione del Madrid – suo il primo gol in Supercoppa, suo l’ultimo gol della finale di Cardiff – e portando con sé quelle stimmate del campione destinato prima o poi, in qualche modo, a palesarsi anche agli occhi del pubblico mainstream, meno incline alle statistiche e più alla titolarità, ai gol e alla giocate.

Nell’Under 21 spagnola Marco Asensio è senza dubbio la stella più brillante di una squadra di altissimo valore. Più forte dell’Italia in linea di massima sia sotto il profilo dei singoli che, senza dubbio, dal centrocampo in su, sul piano del gioco prodotto. Asensio qui dentro è il rappresentante massimo dell’interpretazione ormai nota della filosofia iberica: qualità e gol. Numeri che in stagione Asensio ha così saputo scandire: 48 partite (23 in Liga, 8 in Champions League, 1 nella Supercoppa Europea, 6 in Coppa del Re, 2 in Nazionale, 6 con la under 21 e 2 a Euro u21) per un totale fatto di 2594 minuti complessivi conditi da 15 gol (così suddivisi: 3 in campionato, 3 in Champions League contro Legia Varsavia, Bayern Monaco e nella finale contro la Juve, 1 in Supercoppa Europea, 3 in Coppa del Re, 2 in under 21 e 3 a Euro u21, contro la Macedonia).

Bernardeschi, il momento è adesso

Dall’altra invece Federico Bernardeschi, di contro fin qui reduce da un Euro u21 piuttosto deludente, ma forte di un gol – e in generale di una prestazione contro i tedeschi – che ci ha tanto dato la percezione (o più che altro la speranza) di essere stato il clic, la molla scattata sul più bello. Lungo il corso della stagione Bernardeschi ha giocato – chiaramente – più di Asensio, per numeri così suddivisi: 49 presenze (32 in serie A, 8 in Europa League, 2 in Coppa Italia, 4 in Nazionale A, 3 nella fase finale dell’Europeo under 21) per un totale di 3.269 minuti e 16 gol (11 in campionato, 2 in Europa League, 1 in Coppa Italia, 1 con la Nazionale e 1 a Euro u21).

Il talento della Fiorentina insomma va più o meno a rispecchiare gli stessi numeri del suo diretto concorrente, ma raggiunti giocando 675 minuti in più. Praticamente 7 partite e mezzo. Sintomo questo di un club che chiaramente gli ha potuto concedere più spazio, ma buon indizio generale per raccontare un valore di massima che insomma, in qualche modo, non deve far venire al nostro azzurro il complesso di inferiorità. Anzi.

Questa sera, considerata anche l’assenza di Berardi, dal punto di vista offensivo l’Italia sarà ancor più sulle spalle e nei piedi del 10 azzurro, dalle cui ripartenze e dribbling dipenderà tanto del destino degli Azzurrini. Un Italia che probabilmente - come più incline alla nostra tradizione – dovrà essere più brava a distruggere che costruire, a limitare il gioco altrui, a spezzare le trame e poi pungere, con Bernardeschi terminale massimo di un’Italia che dell’astuzia e del cinismo dovrà fare il suo credo. In uno scontro a distanza tra due stelline che vogliono prendersi il futuro. Quello dell proprie Under, stasera. Quello del mondiale in Russia, tra un anno. E perché no, un giorno non troppo lontano – mercato permettendo – quello di due club la cui storia, in Spagna e Italia, parla da sola.