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Compagnia ucraina Naftogaz esterna sue preoccupazioni sul gasdotto Turkish Stream

Il direttore della società energetica ucraina Andrey Kobolev ha dichiarato che la costruzione del gasdotto "Turkish Stream" renderà inservibile e inutilizzata la rete delle infrastrutture di trasporto del gas dell'Ucraina.

"Turkish Stream" prevede la realizzazione di due rami di un gasdotto lungo i fondali del Mar Nero con una capacità di 15,75 miliardi di metri cubi ciascuno. Una linea verrà sfruttata per le forniture del mercato turco, l'altra per il transito del gas verso i Paesi europei. La costruzione del primo ramo è iniziata lo scorso maggio e secondo le previsioni l'infrastruttura sarà operativa il prossimo anno. La seconda linea entrerà in funzione nel 2019.

"La nostra rete meridionale morirà, dato che la Turchia ha già firmato l'accordo", — ha detto Kobolev durante il forum "Strategia europea di Jalta", trasmesso dalla tv ucraina. Secondo Kobolev, per capire l'ammontare degli investimenti che l'azienda deve dedicare alla rete di trasporto, bisogna capire quale sarà il destino del transito del gas attraverso il territorio ucraino dopo il 2019.

Ai primi di luglio i media avevano riferito che Gazprom e l'Ungheria avevano firmato un accordo sulle forniture di gas verso il Paese tramite "Turkish Stream": in questo caso il gas finirà in Ungheria, dopo il passaggio in Serbia e Bulgaria, tuttavia la società energetica russa considera altre opzioni per il tragitto del gasdotto.

Inoltre Gazprom, l'italiana Edison e la società greca DEPA avevano firmato un memorandum sulle forniture di gas dalla Russia sotto il Mar Nero. Tramite la Grecia che avrebbe ricevuto il gas dalla Turchia, i flussi di combustibile sarebbero finiti in Italia con lo scopo di organizzare una rete di trasporto per l'Europa meridionale.

Per questo scopo le parti intendono utilizzare i risultati di Edison e DEPA nell'ambito del progetto Poseidon.