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I sottomarini russi nell’Atlantico allarmano il Pentagono

I sottomarini russi in attività nell’Atlantico e nel mar Glaciale Artico destano sospetti che possano essere impiegati per danneggiare i cavi di fibra ottica che corrono sul fondo dell’oceano. Ne parla il Washington Times.

Il presidente russo Vladimir Putin sfida seriamente la sicurezza degli USA. Secondo il direttore del the Transatlantic Security Initiative Magnus Nordenman, "il ritmo dell'attività della flotta sottomarina russa" adesso ha raggiunto gli stessi livelli "del periodo della guerra fredda". "È evidente che la flotta degli USA fa molta attenzione alla minaccia nell'Atlantico", egli ha detto.

Secondo uno degli ex alti funzionari della flotta degli USA, la preoccupazione maggiore è che Mosca possa danneggiare i cavi sottomarini.

"La Russia aveva l'opportunità di manipolare questi cavi negli ultimi 20-30 anni. In un certo senso è una minaccia strategica", sostiene il ricercatore dell'Heritage Foundation Tom Callender.

Secondo la TeleGeography, più del 95% del traffico mondiale di internet passa dai cavi sottomarini.

Magnus Nordenman ha notato che la protezione dei cavi è stato il compito primario del Pentagono per molti anni. Successivamente è passato in secondo piano in seguito ai conflitti in Afganistan e Iraq, alla lotta contro il terrorismo nel Medio Oriente e all'espansione della Cina e della sua influenza nel mar Cinede Meridionale.

"In qualsiasi era l'intercettamento delle informazioni e la distruzione delle linee di comunicazione sono sempre state parte delle azioni militari", ha sottolineato l'esperto.

Il comando della flotta degli USA è intenzionato ad allargare la flotta sottomarina nell'anno finanziario 2019. Nel progetto dell'amministrazione Trump, pubblicato il lunedì, si trova la domanda del Pentagono per un nuovo sottomarino del tipo "Columbia". Gli USA hanno intenzione anche di comprare due nuovi sottomarini classe "Virginia".

Nonostante "la corsa al riarmo" tra la Russia e gli USA, l'assicurazione della protezione del fondo dell'Atlantico non dipende obbligatoriamente dalla grandezza dalla flotta di un paese, ha aggiunto Nordenman. "L'obiettivo chiave del Pentagono è di preservare la propria presenza nelle acque dell'oceano e anche sotto", ha sottolineato.