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Repubblica Ceca, presidente Zeman smentisce teorema “propaganda russa” nelle elezioni

Accusando i propri concittadini di essere succubi della propaganda di qualcun altro, i politici li considerano incapaci, ha dichiarato il presidente ceco Milos Zeman.

Così ha commentato la dichiarazione di uno dei principali candidati alla presidenza Jiří Drahoš, secondo cui "la propaganda russa" ha influenzato le scorse elezioni parlamentari di ottobre e potrebbero ancora indirizzare i risultati delle prossime presidenziali.

In precedenza in una conferenza stampa Drahoš aveva denunciato che i servizi segreti russi ed i loro portali di disinformazione al loro servizio in Repubblica Ceca potevano aver avuto un certo peso sulle elezioni parlamentari di ottobre e la stessa cosa potrebbe verificarsi nelle prossime elezioni presidenziali.

Secondo il politico, non ha le prove, ma "lo sente".

"Penso che sia un insulto ai cittadini cechi, quando qualcuno dice che sono stati succubi di alcune forze straniere immaginarie durante le recenti elezioni parlamentari e potrebbero esserlo di nuovo durante le prossime elezioni presidenziali. Ciò significa che i cittadini cechi sono incapaci. Probabilmente una persona che aspira ad essere presidente non deve considerare i suoi concittadini incapaci", ha sottolineato Zeman.

Le illazioni di Drahoš sono considerate dall'attuale presidente "un disperato tentativo di attirare l'attenzione nel contesto di proliferazione di teorie cospirative", che a Zeman ha ricordato il atteggiamento della candidata democratica Hillary Clinton, uscita sconfitta nelle elezioni presidenziali statunitensi dello scorso anno.

Le elezioni presidenziali nella Repubblica Ceca si svolgeranno il 12-13 gennaio 2018, 9 candidature sono state ufficialmente registrate. Secondo l'ultimo sondaggio di metà novembre, l'attuale presidente Milos Zeman è il favorito con il sostegno del 45% degli intervistati, mentre l'ex direttore dell'Accademia delle Scienze Dragos gode del sostegno dal 40% degli intervistati.

La Russia ha ripetutamente respinto la riedificazione, secondo cui manipolerebbe le elezioni di altri Stati: il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov l'ha definita "assolutamente infondata".

Il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, parlando del presunto intervento russo alle elezioni di Stati Uniti, Francia e Germania, ha affermato che non esistono fatti e prove oggettive che confermino questa tesi.