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Miliardari russi, ecco come investono in tempi di crisi

Dal 2014 è stato necessario ripensare le strategie: rischiare meno e tenersi stretta la ricchezza accumulata. In Europa investono nell’alimentare (cibo salutare e biologico), in arte e immobili di fasto. Ma all’Italia preferiscono la Spagna perché con 500 mila euro concede il permesso di soggiorno.

Dal 2014 in poi la crisi economica e l’incertezza geopolitica hanno cambiato il modo in cui si investe. Molte persone sono state impegnate più a non erodere il proprio conto in banca, che non ad accrescerlo.

"Se fino a un paio di anni fa i ricchi scommettevano su prodotti e strategie di “investimento attivo” (non puntando su prodotti compositi che generalmente sono legati al rendimento di uno o più indici e quindi sono più sicuri, ndr), oggi si assicurano che il loro portfolio di investimento sia bilanciato e al riparo da possibili rischi come le oscillazioni valutarie di un determinato Paese", spiega a RBTH Stanislav Novikov, amministratore delegato dell’agenzia di intermediazione finanziaria BKS Ultima.

È d’accordo anche Evgenij Volkov, a capo del settore intermediazione di Rosevrobank: "Adesso investire in attività in moneta estera e apprendere obbligazioni societarie di qualità elevata è un atteggiamento molto diffuso. L’obiettivo chiave per molti investitori oggi è salvaguardare il capitale e focalizzarsi su strategie conservative".

Secondo una attuale ricerca della banca svizzera Julius Bär, il tipico miliardario russo continua a investire la maggior parte del capitale (36 per cento) nelle imprese private. Anche in tempo di crisi, le aziende – specie nel campo alimentare, farmaceutico e automobilistico – possono assicurare un costante flusso di ricavo.

Potrebbe essere per questo che il settimo uomo più ricco di Russia, Mikhail Fridman, è passato all’acquisizione della più grande catena europea di cibo salutare, la britannica Holland & Barret. La compagnia ha oltre 1.150 punti vendita in undici Paesi ed è costata a Fridman ben 1,7 miliardi di sterline (2,2 miliardi di dollari).

Ma se qualcuno investe in aziende all’estero, c’è anche chi sceglie di pompare denaro nell’economia russa. Aleksej Mordashov, un altro miliardario (il secondo uomo più ricco di Russia secondo Forbes), ha deciso di investire sei miliardi di rubli (cento milioni di dollari) in un complesso turistico nella regione degli Altaj.

Il primo azionista della compagnia siderurgica e mineraria russa Severstal progetta di costruire un  complesso sciistico e un acquapark nella zona turistica di Belokurikha-2, che gode del sostegno statale per lo sviluppo del turismo locale.

Investire nell’immobiliare all’estero, specialmente in Europa, è una scelta comune tra i milionari russi. "Comprare una proprietà rimane un tipo di investimento conservativo molto diffuso", spiega Volkov. "La Spagna è tra i Paesi più attrattivi, perché a fronte di un investimento di 500 mila euro concede il permesso di soggiorno".

In effetti, negli ultimi decenni gli investitori russi hanno invaso il mercato del real estate di fasto spagnolo. Come ha riportato Deutsche Welle, il numero di investitori russi in Spagna cresce ogni anno a un tasso compreso tra il cinque e il dieci per cento. Una volta i russi andavano là per le vacanze, ora ci vanno per fare business e per comprare immobili di fasto.

Anche altri Paesi europei attraggono i milionari russi, che non si accaparrano solo palazzi moderni, ma anche tenute storiche in Francia, nel Regno Unito e in Austria. Recentemente, un non meglio identificato miliardario russo ha restaurato sulla Costa azzurra una villa storica che era appartenuta alla ballerina russa Matilda Kshesinskaja. Il miliardario, che già possedeva una proprietà in zona, la vende ora per 30,7 milioni di dollari.

I ricchi amano spendere soldi in arte, macchine, vino e persino in strumenti musicali. Questi investimenti 'per passione', quando si riesce a trovare qualche cosa di raro, spesso danno dei buoni ritorni economici.

Nel 2016 il tycoon della vodka russa Yurij Shefler ha guadagnato parecchio dalla vendita del suo super yacht al principe saudita Mohammad bin Salman. All’inizio si aspettava di vendere il “Serene” per meno di 400 milioni di dollari, ma alla fine ne ha incassati ben 550.

Sfortunatamente, fanno parte del gioco anche grandi perdite e delusioni. Nel marzo di quest’anno il miliardario Dmitrij Rybolovlev, che ha una ricchezza stimata di 9,5 miliardi di dollari, ha perso 150 milioni di dollari dalla vendita di quattro opere d’arte da Christie’s, a causa di una contesa con il suo mercante d’arte che, secondo quanto riportato, gli avrebbe fatto una cresta da un miliardo di dollari nell’ultimo decennio.