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USA: Mosca potrebbe interferire nelle elezioni italiane - Tiscali Notizie

Verità o fake news? Ormai se ne dicono di tutti i colori. Poteva mancare l’interferenza russa, imperituro impero del male, rimbalzata da Oltreoceano fino alla Penisola, isole comprese, dove incombe l’appuntamento elettorale del 4 marzo? La notizia fa bella mostra di se su giornali e media vari: il Cremlino – si dice - cercherà di promuovere i partiti contrari al rinnovo delle sanzioni adottate dall'Unione europea contro la Russia". C’entrerebbero anche la crisi ucraina e l'annessione russa della Crimea. Caposaldo di tali affermazioni “il rapporto sulle ingerenze russe internazionali scritto dallo staff del senatore democratico Usa Ben Cardin, che nelle tre pagine dedicate all'Italia fa riferimento manifesto al Movimento 5 Stelle e alla Lega”. E si arriva a parlare, come fa per modello La Stampa che ci titola di "sospetto di fondi dai servizi russi alla Lega".

L'allarme USA

Insomma, la Russia continua ad interferire nella vita democratica di molti Paesi e dopo le presidenziali americane potrebbe colpire nuovamente in Usa nelle elezioni di midterm a fine anno, ma anche nelle consultazioni elettorali di altre nazioni europee, a partire dal voto italiano di marzo, mettendo nel mirino i 5 Stelle e la Lega Nord. E' l'allarme lanciato - come si diceva - da un rapporto di oltre 200 pagine dello staff del democratico Ben Cardin, importante membro della commissione esteri del Senato Usa, che ha imputato Donald Trump di ignorare la minaccia mentre Vladimir Putin "continua ad affinare il suo arsenale asimmetrico e guarda alle future opportunità per erodere il sostegno alle istituzioni democratiche".

Lo sostiene pure la CIA

Una minaccia riconosciuta nei giorni scorsi (e ci mancherebbe) anche dal capo della Cia Mike Pompeo, mentre monta la campagna del Russiagate contro Trump. In vista delle elezioni di marzo, l'Italia, cui sono dedicate tre pagine, è indicata come un "possibile obiettivo per l'interferenza elettorale del Cremlino, che probabilmente cercherà di promuovere i partiti che sono contro il rinnovo delle sanzioni europee alla Russia" per l'Ucraina.

La portavoce del ministero degli Esteri russo

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha liquidato subito Cardin come "bugiardo", affermando che "spetta agli italiani eleggere i propri leader". Il rapporto punta il dito sui 5 Stelle e la Lega Nord, come esempi di "partiti populisti anti-establishment" che sono "forti sostenitori delle politiche estere del Cremlino, hanno usato ampiamente fake news e teoria cospirative nelle loro campagne mediatiche, spesso architettate da media statali russi". Quanto alla Lega, si ricordano l'accordo di cooperazione con il partito putiniano Russia Unita e i sospetti di alcuni osservatori "che possa aver ricevuto fondi dai servizi segreti del Cremlino".

L'Italia

L'Italia, secondo l'ambasciatore Usa a Roma Lewis Eisenberg, è consapevole delle tattiche del Cremlino e "condivide le nostre preoccupazioni sull'aggressione russa in Europa, inclusa la campagna di disinformazione in Europa e le attività di influenza maligna". Nella sua audizione di conferma al Senato Eisenberg si era impegnato a "fare di questo tema una priorità della cooperazione Usa-Italia", in vista soprattutto del voto nel 2018. Il rapporto afferma poi che "anche le aziende energetiche statali russe esercitano influenza tramite società energetiche italiane come l'Eni", di cui vengono ricordati i rapporti con Gazprom. Infine, tra le "lezioni da apprendere", viene ricordato il progetto educativo lanciato dalla presidente della Camera Laura Boldrini contro le fake news. Il dossier, uno dei più estesi sino ad oggi sulle ingerenze di Mosca, ricostruisce un'attività ventennale e traccia le azioni russe in un'altra ventina di Paesi europei - dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Germana all'Ucraina - dettagliando le campagne di disinformazione, il finanziamento delle cause di estrema destra e la manipolazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

Il documento

Il documento, basato su interviste ad ambasciatori europei in Usa e colloqui in Europa con dirigenti governativi, ong e media, si conclude con oltre 30 raccomandazioni, tra cui nuove sanzioni contro chi lancia cyber-attacchi alle elezioni o alle infrastrutture cruciali, un impegno alla mutua difesa contro gli hackeraggi, l'obbligo per i social media di svelare le fonti di finanziamento per le pubblicità politiche. A Trump si chiedono nuove sanzioni e di creare un'agenzia sul modello del Centro nazionale anti-terrorismo per coordinare la risposta Usa.

Il delegato di Salvini Giorgetti: "Solo balle"

"Le 'notizie' che arrivano dall'America sono fake news. Tradotto: balle". Lo dice alla Stampa, il deputato leghista Giancarlo Giorgetti, delegato da Matteo Salvini ai rapporti con il mondo economico e a quelli con l'estero, dopo l'allarme lanciato da un rapporto dei Democratici americani su possibili interferenze di Mosca sul voto italiano. "Non è la prima volta - spiega Giorgetti - che si dice che la Lega prende soldi da Putin e temo che non sarà nemmeno l'ultima. Beh, non è assolutamente vero. Anche perché altrimenti non saremmo messi come siamo", "dopo il blocco dei nostri conti correnti, su quello del partito attualmente ci sono in tutto 13 mila euro. È la conferma che dalla Russia non abbiamo preso un euro e nemmeno un rublo". "Magari - osserva il deputato leghista - a qualcuno piacerebbe davvero influenzare il voto italiano. Di certo, non ci riuscirà passando per la Lega. Noi non siamo a libro paga di neppure uno, né delle multinazionali né della Russia né di chiunque altro. Abbiamo una regola sola: l'interesse nazionale". Giorgetti dice comunque no alle sanzioni alla Russia: "Noi diciamo di no da sempre, è una nostra posizione storica. A parte tutto, non servono e costano un sacco di soldi alla nostra economia. Stiamo perdendo quote di mercato importanti, per modello nell'agroalimentare o nell'arredamento, senza peraltro danneggiare la Russia che semplicemente si rifornisce altrove". Giorgetti non nega ammirazione per il leader russo: "A noi leghisti - spiega - piacciono le persone di buonsenso, che dicono quel che pensa la gente normale, non il mainstream buonista e politicamente corretto dominante. Come Putin, appunto, Trump o Orbán".