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Pagelle Russia-Croazia, Mondiali 2018: Cheryshev non basta ai russi, Vida e Subasic eroi della notte croata

Di seguito le pagelle di Russia-Croazia, convegno efficace per i quarti di finale dei Mondiali 2018. La Croazia, con la vittoria odierna, è tornata in semifinale a vent’anni di distanza da Francia ’98. Allora perse dai padroni di casa, quest’anno i padroni di casa li ha eliminati.

Akinfeev, 6,5: Attento, non può fare neinte sul gol dell’1-1. Su quello dell’1-2 è ingannato dal velo di Lovren. Para il secondo rigore.

Fernandes, 7: In difesa tiene bene su Perisic, in attacco copre con valore la fascia destra, facendo soffrire i croati, dei quali è una spina nel fianco. Corona la prestazione trovando l’incornata perfetta per il 2-2 a sei minuti dalla fine del secondo supplementare. Manca del tutto la porta sul terzo rigore.

Kutepov, 5,5: Non molto nella partita, nel secondo supplementare prova una botta da fuori area per sorprendere Subasic, invano.

S. Ignashevich, 6: Positivo nel primo tempo, rimane un po’ più in ombra nella ripresa. Segna il quarto rigore.

Kudriashov, 6: Collabora senza infamia e senza lode coi compagni nell’impostazione del gioco.

Cheryshev, 7,5: Subito attivo, quasi si procura subito un calcio d’angolo. Il gol del vantaggio che segna è di alta scuola, dall’enorme distanza. Non va poi lontano dal 2-0. (Dal 66′ Smolov, 5,5: Poche azioni di rilievo per lui. Riappare nel finale quando prova a tirare da posizione difficile, ma Subasic c’è. Si fa parare il primo rigore.)

Kuzyaev, 6: Non si vede molto, ma perlomeno non fa danni. Segna il quinto rigore.

Zobnin, 6: Poche le azioni in cui si trova davvero coinvolto. A fine partita, sfiora il gol, negatogli dal solito Subasic.

Golovin, 5.5: Non estremamente coinvolto nell’arco dell’intera partita. (Dal 100′ Dzagoev, 6,5: l’highlight, senza concorrenza, della sua partita è la punizione sulla quale Fernandes stacca per il pareggio. Segna il secondo rigore.)

Samedov 5,5: Appare il più delle volte in ritardo di mezzo attimo sullo svolgersi degli eventi o comunque impreciso. (Dal 53′ Erokhin, 6: Si comporta dignitosamente in attacco, cercando tiri anche se non centra la porta.)

Dzyuba, 6,5: Protagonista indiscusso del primo quarto d’ora russo: non tira, ma organizza il gioco d’attacco con una precisione notevole. (Dal 79′ Gazinsky, 5,5: Minuti insufficienti per lui. Nondimeno, è ammonito per gioco scorretto nel secondo supplementare.)

CT Cercesov, 6: Per essere tutti al primo quarto di finale, i suoi giocatori sono stati immessi nella partita nello spirito mentale giusto, e questo è un merito. Gli va bene l’inserimento di Dzagoev, gli va meno bene il continuo incitare la folla ad urlare di più, sempre di più.

Subasic, 7,5: Non ha particolari problemi fino al gol di Cheryshev, sul quale può solo guardare. Si infortuna nel finale, e nonostante ciò respinge un tentativo di Smolov. Limitato nelle azioni possibili, si immola su una mischia selvatica a fine primo supplementare, rischiando di farsi male un’altra volta. Sul pareggio non ha colpe, ma a due minuti dalla fine dei supplementari salva ancora la porta croata. Para il primo rigore.

Vrsaljko, 7: Si presenta bene, tenendo a bada Cheryshev e contemporaneamente facendo il suo solito lavoro quando sale in avanti, non disdegnando conclusioni. Lo tradiscono i muscoli nel primo supplementare. (Dal 96′ Corluka, sv: Poco rilievo per lui.)

Strinic, 5,5: Poco attivo, lo si nota per l’ammonizione causata da una trattenuta ai danni di Samedov. (Dal 74′ Pivaric, 6: disputa una buona partita, ma viene ammonito per fallo di mano rischiando anche di portare un rigore alla Russia.)

Lovren, 6,5: Poco in vista, e quel poco è l’ammonizione per fallo su Dzyuba. Questo stato delle cose vale fino al 100° minuto, quando compie un gioco di furbizia sfiorando, ma non toccando il pallone colpito di testa da Vida: i due russi a lato a lui non lo capiscono, Akinfeev nemmeno e arriva così la rete.

Vida, 7,5. Molto intento, è anche bravo a liberarsi delle pressioni russe in più occasioni. Insacca di testa, nel primo supplementare, il gol del vantaggio croato. Viene ammonito per essersi spogliato dopo il gol, ma glielo si può pure concedere. Segna il quarto rigore.

Rakitic, 7: Non molto presente, ma riesce comunque a dare un senso al gioco croato. Ha il grandissimo merito di segnare l’ultimo rigore, col quale trascina la Croazia in semifinale.

Modric, 6,5: In genere s’accende all’improvviso, ma nel corso del primo tempo l’interruttore non è stato neppure sfiorato. Ricompare a 15 minuti dalla fine, quando viene murato dalla difesa russa. Di lì in avanti, sale tantissimo, diventando sempre più perno e cervello della Croazia. Segna (con parecchia fortuna) il terzo rigore.

Perisic, 6,5: Si fa vedere a sinistra, anche se non sembra. Al quarto d’ora della ripresa, ha una sorte avversa inammissibile col tiro del potenziale 1-2: la traiettoria è perfetta, ma il palo intimo gli fa uno scherzo tremendo. (Dal 62′ Brozovic, 6: Evanescente. Ha una notevole occasione proprio all’ultimo respiro, ma la sfrutta male. Segna però il primo rigore.)

Kramaric, 7: Si iscrive anche lui al club “non ci sono, ma quando appaio mi si nota”. Succede col gol dell’1-1, un perfetto colpo di testa sul quale Akinfeev è impotente. (Dall’87’ Kovacic, 5,5: Non fa chissà cosa, ma mantiene l’equilibrio croato. Si fa parare il secondo rigore.)

Mandzukic, 6: Non inizia benissimo, mancando un buon assist di Vrsaljko. Si accende con la fuga che genera l’assist vincente per Kramaric.

Rebic, 6,5: Comincia ubriacando Kudriashov sulla linea di fondo dal lato destro: Akinfeev gli nega un miglior sviluppo dell’iniziativa. Sull’angolo ci prova di testa. A inizio ripresa prova una spettacolare rovesciata

CT Dalic, 7: Riesce a impostare una squadra che regge, tutto sommato, bene. Gli va ascritto il coraggio di non togliere Subasic nel momento in cui forse chiunque altro l’avrebbe tolto. Lui ripaga con parate che valgono oro.