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Speciale energia: Italia-Russia, vicepremier Dvorkovic, solide basi per ampliare collaborazione economica

Roma, 03 lug 14:30 - (Agenzia Nova) - L’Italia è al quinto posto tra i paesi partner commerciali della Russia e ci sono le basi per allargare la collaborazione economica tra i due paesi. Lo ha detto il vice primo ministro russo Arkadij Dvorkovic, parlando in apertura dell’evento di presentazione delle opportunità di investimento in Russia, in corso alla Farnesina. “Nonostante la condizione politica attuale ci sono stati molti contatti politici costruttivi tra i nostri due paesi”, ha detto il vicepermier. Su questa base “è possibile ampliare anche la collaborazione economica e commerciale”. “L’Italia è al quinto posto per scambio commerciale con Mosca, ci sono pochi paesi più importanti dell’Italia”, ha affermato Dvorkovic, ricordando che in Russia operano più di 500 aziende del nostro paese, attive soprattutto nei settori agroalimentare, chimico e farmaceutico.

I fattori negativi degli ultimi anni, ha proseguito il vice primo ministro, “sono del tutto superati, e dopo un calo economico siamo passati a un rialzo degli scambi, nonostante alcuni indicatori, come il prezzo del petrolio, continuino a essere bassi”. "La nostra economia - ha continuato - non è tuttavia basata solo sul petrolio”, e “le sanzioni non rappresentano per noi un ostacolo alla crescita”, come dimostrano i dati macroeconomici. Nell’ultimo mese, ha ricordato il vice premier, “il Pil nazionale è aumento del 3 per cento”, con diversi settori in crescita. Tra i settori ad avere registrato i migliori risultati il vice primo ministro ha citato quello agroalimentare, “che cresce stabilmente”. La Russia “è diventata il maggiore esportatore di grano al mondo, tornando alle cifre dell’Unione sovietica”.

Il potenziale in questo campo “è molto grande” e “possiamo crescere di un ulteriore 30 per cento”, cosa “che ci consentirà anche di aumentare l’allevamento del bestiame e la produzione di latte”. Negli ultimi anni, ha continuato il vice premier, “abbiamo raggiunto un livello di disoccupazione del 5 per cento e un’inflazione molto bassa, del 4 per cento nell’ultimo anno”. Questo scenario “ci consente di diminuire il tasso di interesse e di attrarre maggiori investimenti e finanziamenti”. La Russia, inoltre, “è il paese col più basso livello di debito pubblico, pari a meno del 15 per cento del bilancio statale”. Quando i prezzi del petrolio torneranno ad aumentare “cercheremo di accumulare entrate aggiuntive per non incorrere in ulteriori rischi”.

Gli investitori, ha proseguito il vicepremier, “possono dunque essere tranquilli dal punto di vista macroeconomico”. Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, “gli investimenti stranieri in Russia hanno continuato ad aumentare, con 7 miliardi di dollari nel primo trimestre 2017, e l’Italia è uno dei paesi leader in questo senso”. Per migliorare ulteriormente il clima degli investimenti “il governo russo punta a ridurre le barriere burocratiche e i dazi”. La Russia “non vuole chiudersi agli investimenti stranierei, ma allo stesso tempo cerca di aumentare la produzione nazionale”. L’esportazione dei prodotti diversi dalle materie prime “è aumentata del 14 per cento in particolare nel settore agricolo”. L’interscambio tra Italia e Russia, “è diminuito negli ultimi tre anni”, ma la tendenza attuale è positiva, con un aumento del 25 per cento nel primo trimestre del 2017. Ma lo spazio per un’ulteriore collaborazione, ha concluso, è ancora ampio, soprattutto nel campo dell’alta tecnologia. (Cas)