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La Rivoluzione russa e il mondo delle arti

Dal 21/12 a Gorizia 100 capolavori da istituzioni moscovite

GORIZIA - La Rivoluzione d'Ottobre e l'esplosione culturale che fu la sua immediata conseguenza sono al centro di una grande mostra allestita dal 21 dicembre al 25 marzo negli spazi di Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia. Esposti oltre cento capolavori provenienti dalle maggiori istituzioni moscovite, ma anche italiane come il Fondo Alberto Sandretti, che racconteranno la straordinaria trasformazione di stili e linguaggi registrata in tutte le arti, in un arco di tempo che va dalla fondazione del gruppo 'Mir iskusstva' ('Il mondo dell'arte') e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell'Unione Sovietica.
Con il titolo 'La Rivoluzione Russa. Da Djagilev all'Astrattismo (1898-1922)', l'importante rassegna vuole celebrare il centenario di un evento che ha profondamente marcato la storia mondiale del XX secolo. Un progetto ambizioso, ideato e curato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, direttori del Centro Studi sulle Arti della Russia (Csar) dell'università Ca' Foscari Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja, della Galleria Tret'jakov di Mosca, che l'Erpac (Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia) ha voluto ospitare nella propria sede museale di Gorizia.
Questa grande mostra, sottolinea la direttrice del Servizio Museo e Archivi Storici dell'Erpac Raffaella Sgubin, presentando un'originale sequela di opere emblematiche, alcune poco viste in Italia, intende costituire l'insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo, rivoluzionando radicalmente la cultura e la scena internazionale dell'arte. In ogni campo, infatti, mutarono stabilmente i canoni espressivi del passato: dal teatro (Cechov, Mejerchol'd, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodcenko) fino alle arti figurative. Qui, tra molti altri, basterà ricordare Benois, Bakst, Kandinskij, Malevic, Koncalovskij, Larionov, Ekster.
Il tragitto espositivo si articolerà in sei sezioni, ognuna delle quali dedicata a un anno specifico e cruciale, in cui si incrociarono eventi storici, movimenti culturali, pratiche artistiche e opere concrete, testimoniati da dipinti, opere su carta, oggetti, documenti. ''Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione - spiegano i curatori - sono emersi soprattutto il valore e il ruolo rivoluzionari delle pratiche artistiche all'intimo della società russa a cavallo tra '800 e '900, a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa''. Ma, in definitiva, si trattò di una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (''esiste un'arte prima dell'Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo'') e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell'esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nella produzione di Ejzenstejn e Vertov.
In mostra, dunque, continue intersezioni tra le arti e la storia, anche grazie al ricorso di sofisticate soluzioni multimediali, a complemento di una sequela spettacolare di opere, concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, come la Galleria Tret'jakov, il Museo delle arti decorative e applicate e quello di Storia contemporanea della Russia, nonché il milanese Fondo Alberto Sandretti.