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Governo, Calenda: lascio il Pd se fa l'intesa con i 5 Stelle

Una lunga «via della seta» del vino che parte dalla città di Giulietta e Romeo e arriva alla Grande Muraglia cinese. Quest’anno il Vinitaly, International wine & spirits exhibition, che si è svolto a Verona dal 15 al 18 aprile (52esima edizione), ha dedicato ampio spazio alle nuove rotte del vino italiano come Russia e Cina. Mercati emergenti su cui, secondo gli esperti, bisogna puntare gli occhi nei prossimi 5 anni. Proprio nei due paesi top, afferma uno studio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, si concentreranno i consumi futuri: in Russia sfioreranno il +27%, grazie al rublo che ha ripreso a volare, in Cina, per via del tasso di urbanizzazione (al 63%) e all’escalation del Pil pro-capite atteso in crescita del 10%, si prevede una corsa agli acquisti di bottiglie di vino italiano del +38%. In crescita anche il Giappone, grazie all’imminente accordo di libero scambio, mentre i consumi in Europa rimangono stazionari. “Dopo 10 anni di crescita, oggi siamo di fronte a una grande riflessione di sistema che dà l’opportunità di riprogettare la promozione per aumentare sempre di più il valore del nostro export vinicolo” afferma il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani. “L’Italia è una superpotenza enologica, ma il nuovo record commerciale, con un incremento sul 2016 del 6% per un controvalore di quasi 6 miliardi di euro, non rende ancora giustizia alla qualità delle nostre produzioni. Ci sono segnali contraddittori: in valore, in quantità e nelle tipologie di vino”. Non è tanto sui mercati tradizionali di sbocco (USA, Germania e GB), ma è sulle aree emergenti che “non riusciamo ad ottenere quote e valori che invece sarebbero alla nostra portata. Anche se siamo leader in 16 Paesi, la Francia mette 29 bandierine proprio nelle principali aree a maggior propensione di crescita, come gli Stati Uniti. Proprio gli Usa, che per noi valgono 1,6 miliardi di euro l’anno e dove è prevista una crescita del +22% nei prossimi 5 anni, è stata dedicata l’inaugurazione di Vinitaly, il 15 di aprile, con una survey dedicata”, aggiunge Mantovani. Ampio spazio in fiera è stato dedicato anche alle bollicine sull’onda della crescita dello sparkling nel mondo trascinata dall’Italia: tra il 2007 e il 2017, l’export di spumanti italiani è cresciuto del 240%, a fronte di una media mondiale del +50%.