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Dalla Cina alla Georgia. E poi? Rosalba Garuzzo ci racconta il giro del mondo in 68 mostre

Qual è il linguaggio che si parla in tutto il mondo? Quello dellarte, visivo, oggettuale e ideale allo stesso tempo, che non solo tende a superare la particolarità degli spazi politici e geografici ma mette anche in evidenza i punti di contatto, generalmente condivisi, tra le culture, le società e le storie. Ed è comunicando in questo modo che l'Istituto Garuzzo per le Arti Visive, fin dalla sua fondazione, nel 2005, è riuscito a portare 68 mostre in 43 spazi espositivi tra 13 nazioni. Argentina, Armenia, Cile, Cina, Corea, Croazia, Giordania, Inghilterra, Italia, Russia, Slovacchia, Uruguay e, adesso, la Georgia dove, fino al 26 agosto, alla National Gallery di Tbilisi, sarà visitabile "Evidence. A New State of Art, mostra a cura di

Nel corso delle sue attività, lIstituto Garuzzo si è spesso aperto al rapporto con istituzioni estere. A cosa è dovuta questa scelta portata avanti, mi sembra, con la fermezza di una missione e quali sono stati i risultati?

 «Abbiamo fatto di una passione una missione: promuovere larte contemporanea italiana nel mondo. A tredici anni dalla nostra fondazione abbiamo sviluppato collaborazioni e scambi con artisti, musei, università, curatori, gallerie e fondazioni, enti pubblici e privati su scala internazionale che ci ha permesso di costruire un network di relazioni, spesse volte divenute durature amicizie, che oggi attraversano numerosi paesi nel mondo, senza frontiere e senza barriere. Per dare continuità alla nostra missione nasce il progetto residenze per larte ideato per supportare i giovani artisti offrendo loro lopportunità di soggiornare allestero stimolando la ricerca artistica immergendosi in nuove realtà culturali. Uno scambio tra artisti emergenti che arricchisce le molte anime dellIstituto Garuzzo, lidea che larte possa non solo essere ponte ma anche palestra, laboratorio di nuove idee per coltivare la cultura delle diversità». 

«Il progetto espositivo si inserisce allinterno del programma Vivere allItaliana voluto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e sviluppato localmente dalle diverse Ambasciate: uniniziativa di grande respiro realizzata dalla Direzione del Sistema Paese Italia, volta ad esportare la nostra cultura in tutto il mondo. LIstituto Garuzzo, che da anni collabora con il MAECI, partecipa a questo grande evento con Evidence. A New State of Art, portando per la prima volta larte contemporanea italiana in Georgia dopo la significativa tappa di Napoli, oggi una delle città culla del contemporaneo italiano. Una collettiva di 18 artisti italiani completa e rappresentativa, dai grandi maestri alle giovani promesse, che racconta larte contemporanea dagli anni 50 ad oggi». 

«La Georgia è una nazione di grande tradizione culturale che oggi guarda con grande interesse allEuropa. Il contemporaneo è fortemente influenzato dalla contaminazione artistica di diversi stili e culture caratteristici di un territorio crocevia di popoli, che ha saputo fare della diversità una ricchezza. Si presenta come un Paese intento, sensibile e curioso nei confronti dellItalia e della sua cultura; a dimostrazione di questo il grande numero di visitatori che la mostra sta avendo». 

«Il grande successo della mostra sta aprendo future possibili collaborazioni con altri paesi di quellaffascinante area del mondo ponte tra Europa e Asia. Potremmo tracciare un ideale tragitto sulla Via della Seta che ci porterà fino in Cina, il prossimo novembre. Paese questultimo che lIstituto Garuzzo conosce dal lontano 2006; nel quale ha finora realizzato ben sedici mostre. Altra tappa importante di questo viaggio straordinario sarà lIran, che ci vedrà a Teheran il prossimo anno, porteremo la nostra arte le nostre idee le nostre emozioni. La diplomazia culturale è il motore che anima la nostra missione e che alimenta la nostra passione. Il nostro viaggio sarà lungo e avvincente».