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Russia 2018, Italia sintonizzati sulla BBC.

Surfando sull’onda dell’attualità, verrebbe da dire: "Non lasciarmi". Kazuo Ishiguro - nuovo Nobel per la Letteratura - probabilmente per il suo romanzo non conosceva la nostra BBC, ma chissà se i suoi cloni malinconici e imperfetti avevano l’infinita affidabilità che Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini hanno mostrato nella storia attuale del calcio italiano. Perciò, invocando l’ultimo Muro del nostro sogno azzurro e sognandone tutti la clonazione, forse silenziosamente pensiamo tutti quel "non lasciarmi" senza protezione - oggi contro la Macedonia, domani contro l’Albania e subito dopo negli spareggi per giungere al Mondiale - perché altrimenti “Russia 2018” potrebbe evaporare come il più grande dei nostri rimpianti.

— A guardarlo in faccia, l’impressione è che la depressione non abiti dalle sue parti. "Proprio vero. Riguardo all’andare al Mondiale, la drammatizzazione la fa la comunicazione. Ci sono alti e bassi, voli pindarici. Per quello che riguarda noi occorre isolarsi e trovare un grande equilibro intimo. Un anno fa era ben chiaro il discorso qualificazione. Abbiamo fatto un grande girone, siano andati in Spagna con la speranza di farcela e ci siamo inchinati dinanzi a una delle più grandi realtà del calcio moderno. Per questo adesso affrontiamo i playoff con grande fiducia e rispetto, ma queste tragedie - si fa per dire - non ci appartengono e non ci devono scalfire".

— Quello che scalfisce, invece, è il gran numero di infortuni che affligge il gruppo azzurro e il mondo del pallone in generale. La spiegazione, per Giorgio, è assai chiara: "Il calcio si sta evolvendo e i ritmi sono sempre più intensi - spiega -. Si va molto più forte di dieci anni fa e ci sono sempre più partite difficili, perché il calcio si è livellato dal punto di vista fisico per via della globalizzazione. Insomma, ci sono tante gare e quindi i rischi di farsi male aumentano. Ma noi non possiamo fare nulla, decideranno i 'grandi capi' che cosa fare. Una cosa però è certa: si gioca un pochino troppo". Parola di Chiellini, leader della BBC. Difficile dargli torto.