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Erezione mattutina: ti sei mai chiesto perché?

Un quadro decisamente positivo quello relativo all’andamento del mercato moda italiano nell’anno 2017: crescita sia dei fatturati ed export e tenuta dei prodotti di alta gamma. Secondo i dati del Fashion Economic Trends (Fet) elaborati dalla Camera Nazionale della Moda Italiana lo scorso settembre e che comprendono i comparti del tessile, pelletteria, abbigliamento e calzature (si esclude quindi l’oreficeria) si prevede un fatturato complessivo di 64,7 miliardi, con una crescita del 2,3% rispetto al 2016, quando l’aumento era stato dell’1,9%.

Nella prima metà dell’anno la crescita del fatturato è stata maggiore per abbigliamento e pelletteria con tassi rispettivamente vicini al +3% e al 3,5%, più moderato è stato l’aumento nel settore delle calzature (+2%) e nel tessile (+1,5%).

Il dato complessivo dell’export infine dovrebbe sfiorare i 590 miliardi, con un aumento del 4%. Tra i mercati di sbocco che hanno regalato un andamento positivo al nostro paese si segnalano Cina, Corea del Sud e Giappone; mentre le vendite negli USA sono rimaste praticamente ferme e quelle verso l’UE hanno mantenuto il passo lento (1,5%). La Russia invece regala emozioni e dopo anni di forti cali arrivano infatti ottimi segnali: tra gennaio e settembre 2017, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Sistema Moda Italia, le esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento verso Mosca sono cresciute del 10,8% in valore, superando i 790 milioni di euro, e del 2,2% in volume.

E c’è chi guarda al futuro con grande ottimismo. Alessandra Guffanti, Presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia, in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione tenutasi lo scorso novembre ha dichiarato che il tessile-moda creerà 47mila nuovi posti di lavoro entro il 2021. “Le nostre aziende avranno bisogno di più di 3200 laureati e 16mila diplomati; in quest’ottica è fondamentale che imprese e mondo della formazione dialoghino di più e creino offerte formative adeguate ai fabbisogni reali del mercato”. Secondo i dati, gli addetti complessivi nel 2016 erano 495mila, mentre saranno quasi 50mila quelli in uscita nel periodo 2017-2021.

Di sicuro assistiamo a una fase dove più che mai il motto è: “L’unione fa la forza”. Le aziende infatti tendono sempre più a fare rete e creare nuove e stimolanti collaborazioni. Un sistema integrato dove vengono messe assieme differenti specializzazioni e competenze. La partecipazione a fiere e sfilate per modello viene studiata con attenzione per anticipare i concorrenti sul mercato mondiale. E a proposito di fiere, non si può non citare Pitti Immagine Uomo, senza dubbio la più importante manifestazione riguardante la moda maschile a livello internazionale e ormai appuntamento fisso per tutti i principali gli operatore del settore. Dal 9 al 12 gennaio, come di consueto presso la Fortezza da Basso di Firenze, parteciperanno 1.230 marchi dei quali 541 provenienti dall’estero (il 44 per cento del totale). La manifestazione, alla sua 93esima edizione, oltre a introdurre in anteprima le principali tendenze della moda maschile, rappresenta anche un importante osservatorio sull’andamento di tutto il settore tessile. “L’export di moda italiana è salito del più 3 per cento, in crescita su tutti i mercati – ha affermato Claudio Marenzi Presidente di Pitti Immagine. In testa vi è la Corea con più 15 per cento, la Cina con più 16 per cento mentre il Giappone è stabile. Complessivamente l’Europa finalmente si è ripresa, specie in Germania e in Spagna. Per la prima volta dopo alcuni anni c’è un segno positivo per l’Italia con consumi di moda a più 1,3 per cento. Insomma è tornata la fiducia – conclude – e i nostri oltre 80 miliardi di fatturato di settore sembrano essere garantiti”

Resta da vedere se il nuovo Governo che succederà a quello del Premier Gentiloni mostrerà lo stesso interesse per questo importantissimo settore. Il tessile-moda, e in particolare l’autentico Made in Italy, rappresenta un vero pilastro per l’economia italiana ed è importante che si investa sempre più in innovazione, sostenibilità, alta artigianalità e qualità.