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Perché Ventura "is unfit to lead" Italia

Sedici anni fa l'Economist dedicò una iconica copertina al candidato premier di centrodestra con questo titolo: "Why Berlusconi is unfit to lead Italy". Parafrasando il settimanale della City oggi, sul fronte sportivo, potremmo titolare "Why Ventura is unfit to lead Italy".

Siamo alla vigilia della sfida decisiva contro la Svezia per staccare il biglietto per i Mondiali di Russia del prossimo anno e la triste percezione è che questa Nazionale possa davvero lasciarci fuori dalla competizione. Appare inammissibile il tracollo vissuto dagli azzurri in solo un anno di gestione Ventura.

Forse in Federazione qualcuno starà riflettendo sulla scelta fatta l'estate scorsa. In particolare sulla soluzione di affidarci a un tecnico maturo (69 anni) ma ingenuo a livello di grandi competizioni. L'ex allenatore di Bari e Torino infatti non ha mai vinto uno scudetto - o lottato per vincerlo -, non ha mai alzato una Coppa Italia, non ha mai ascoltato, da una panchina e non in tv, l'inno della Champions League e solo in una stagione ha assaggiato l'Europa League.

Si potrebbe obiettare che anche gli inglesi si sono affidati a un tecnico a digiuno di vittorie come Gareth Southgate, che però ha un tragitto diverso dal nostro ct essendo cresciuto all'intimo della federazione inglese e, con la sua giovane età - 22 anni in meno di Ventura - rappresenta anche una scommessa sul futuro.

Se guardiamo le guide delle altre nazionali europee che erano iscritte alle qualificazioni per i Mondiali, notiamo che allenatori inesperti li avevano solo Lussemburgo, Andorra, Azerbaigian, San Marino, Albania, Lietchestein, Estonia, Gibilterra, Ucraina, Finlandia, Kosovo e Islanda. Su quest'ultima nazionale va detto, però, che il loro selezionatore Heimir Hallgrímsson è un eroe in patria essendo stato il condottiero che li ha guidati agli incredibili quarti di finale degli scorsi Europei.

Già, gli Europei di Francia. Suscita quasi incredulità andare a rileggersi le cronache di un anno e mezzo fa, quando l'Italia guidata da Antonio Conte conquistava i titoli e i complimenti di tanti osservatori. Una competizione dove gli azzurri vinsero tra l'altro l'altro anche proprio contro la Svezia (1-0 gol di Eder) che all'era schierava in attacco Zlatan Ibrahimovic.

E nella partita precedente avevano battuto per 2-0 il talentuoso Belgio di Hazard, Nainggolan e Lukaku. E negli ottavi di finale ebbero la meglio sulla celebratissima Spagna. Cosa è cambiato allora in poco più di un anno? Abbiamo forse una formazione più scarsa oggi? Assolutamente no, visto che con Conte erano titolari Pellé e Giaccherini, e a casa erano rimasti l'infortunato Verratti e il non convocato Belotti. Oggi Ventura ha un materiale migliore, con l'esplosione del Gallo, un Immobile tornato a grandi livelli dopo le infelici esperienza all'estero, un Insigne sempre più leader nel Napoli capolista. Eppure nelle qualificazioni la Nazionale ha faticato a imporsi persino contro Macedonia, Albania e Israele.

Scialbe prestazioni, con un gioco lento e prevedibile, senza un'identità di squadra, ma soprattutto privi della forza di un gruppo che nel 2016 ci permise di raggiungere risultati insperati.