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C. Pasquato a ISP: “Retrocessione Kryl’ja immeritata ma voglio rimanere in Russia”

C. Pasquato a ISP: “Retrocessione Kryl’ja immeritata ma voglio rimanere in Russia”

CARRERA & MANCINI – “Spero di rimanere in Russia e se proprio devo dirla tutta vorrei giocare in un club vicino alla capitale in modo da poter avere la mia famiglia con me. Vivere da solo lontano dall’Italia non è il massimo. Fa piacere che un tecnico italiano abbia avuto successo in Russia e se lo Spartak ha vinto il campionato il merito principale è di Massimo Carrera che ha dato alla squadra biancorossa, organizzazione e mentalità vincente. Adesso allo Zenit sembra stia per giungere Roberto Mancini che è un allenatore capace e con grande esperienza. Sono certo che il club di San Pietroburgo con il “Mancio” vincerà qualche cosa di importante la prossima stagione. Con Carrera e Mancini si alza il livello tecnico e tattico del campionato e a beneficiarne è tutto il movimento russo. Sono due allenatori vincenti e sarei felice di poter lavorare in futuro con loro”.  

JUVENTUS – “Il mio cartellino è ancora di proprietà della Juventus. Il club bianconero però rappresenta un treno perso visto che ho sbagliato a chiedere il trasferimento dopo un precampionato alla grande con Antonio Conte in panchina nel 2008. In estate ero la prima alternativa ai titolari, ma poi arrivarono tre esterni d’attacco durante il calciomercato e chiesi la cessione che si concretizzò proprio nell’ultimo giorno della campagna trasferimenti. A 20 anni certi errori si fanno e anzichè rimanere a Torino e crescere sotto le ali di Pirlo e Del Piero preferì spostarmi a Lecce dove le cose non sono andate bene perchè in Puglia non c’era un serio progetto tecnico. Poi un’altra scelta sbagliata fu il passaggio al Torino. Purtroppo feci molta panchina e andai via subito. Col senno di poi, aver lasciato la Juve troppo presto dopo essere riuscito a conquistare in estate la stima di Conte, fu un grave errore che mi ha penalizzato parecchio e condizionato tutta la carriera. I treni passano una sola volta nella vita e io non sono riuscito a salire sulla carrozza della “Vecchia Signora” del calcio”.