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La moda accelera sul business delle fragranze

Non si ferma la crescita del fatturato estero della moda femminile made in Italy, una costante dal 2011 ad oggi. Nei cinque mesi del 2017, infatti, l’export del comparto ha messo a segno un +3,8% toccando i 3,3 miliardi di euro. Il dato, elaborato da Sistema Moda Italia su base Istat, lascia presagire un miglioramento rispetto al 2016, anno che per la moda donna italiana si è chiuso con fatturato in lieve crescita, +1,3% poco sotto i 13 miliardi di euro, ed esportazioni in aumento del 2,8% rispetto al 2015. In aumento, sempre su base annua, anche il surplus commerciale: nel 2016 ha superato i 3,6 miliardi di euro, registrando una crescita superiore al miliardo rispetto al saldo 2011.

Le cifre sono state diffuse ieri alla presentazione della prossima edizione di Super, salone degli accessori e del pret-à-porter donna di Pitti Immagine, in calendario dal 23 al 25 settembre al The Mall di Milano con 140 brand, di cui 74 stranieri. «Questa edizione si apre in uno scenario congiunturale positivo: l’andamento del comparto moda donna, che oggi assorbe circa un quarto del fatturato complessivo del sistema moda, rimane caratterizzato da un buon dinamismo – spiega Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine – grazie ai mercati stranieri. Ci aspettiamo, per questo 2017, una crescita superiore a quella registrata dal comparto lo scorso anno». I dati relativi al 2016, secondo Napoleone, mostrano con chiarezza i primi effetti del processo di reshoring che alcuni brand hanno avviato da qualche anno: «L’import è diminuito dello 0,6% mentre il valore della produzione è cresciuto di quasi un punto percentuale: le aziende, soprattutto quelle di fascia alta, tornano a produrre in Italia».

I mercati stranieri rappresentano la principale destinazione della moda italiana nel mondo – la quota export su fatturato nel 2016 è salita al 61,3%, contro il 54,3% del 2011 – e, insieme, ne trainano la crescita. Tra gennaio e maggio 2017 si è registrato un incremento pressoché omogeneo nelle esportazioni dirette verso i paesi Ue ed extra Ue. La Francia rimane il primo cliente della moda donna made in Italy, con 377 milioni di euro di acquisti nei primi cinque mesi dell’anno e una crescita dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. In aumento anche Germania (+2,3%) e Usa (+4,1%), paesi che occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto nella top 10 dei mercati export, Regno Unito (+7,4%) e Spagna (7,3%). Il report mette nero su bianco anche la ripresa della Russia che tra gennaio e maggio ha messo a segno un incoraggiante +7,5%.

Riportando il focus entro i confini nazionali, la condizione cambia: in Italia, infatti, continua l’andamento negativo dei consumi (-3%): «La condizione è grave se si pensa che oggi in Italia si acquista il 20% in meno rispetto al 2011 – spiega Napoleone –; un calo che può essere quantificato in circa due miliardi di euro».

Super si rivolge a un pubblico eterogeneo, fatto di buyer italiani e stranieri, di negozi “fisici” e store virtuali: l’ultima edizione ha attirato 5.100 compratori, di cui il 20% esteri. «Vogliamo offrire ai buyer una formula diversa – dice Agostino Poletto, vice-direttore generale di Pitti Immagine – fatta di brand noti, giovani talenti ed etichette di nicchia. E di uno sguardo all’estero, con tre progetti di creatività sostenibile dal Medio Oriente e un progetto di scouting sui marchi di ricerca nell’Europa orientale».