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Se già vi manca il calcio c’è la Confederations Cup

Guida al torneo in cui vedremo il Portogallo di Cristiano Ronaldo, il Messico e il Cile al completo e la Germania con la sua "seconda squadra"

Questa sera a San Pietroburgo si giocherà la partita inaugurale della Confederations Cup 2017, il torneo che da una decina di anni è diventato una sorta di “prova generale” della Coppa del Mondo, in programma fra un anno, sempre in Russia. La struttura della Confederations Cup è rimasta la stessa delle edizioni precedenti: ci partecipano tutte le Nazionali vincitrici delle più recenti edizioni dei tornei continentali riconosciuti dalla FIFA, la Nazionale campione del mondo in carica e quella del paese ospitante. A questa edizione della Confederations Cup parteciperanno quindi la Russia, la Germania campione del mondo, il Portogallo campione d’Europa, il Cile campione del Sud America, il Messico, vincente della CONCACAF Gold Cup, torneo del Centro e Nord America, il Camerun, detentore della Coppa d’Africa, l’Australia in rappresentanza dell’Asia, e la Nuova Zelanda, in quanto vincitrice dell’ultima coppa delle nazioni oceaniche.

Anche quest’anno la Confederations Cup sarà quindi l’occasione per vedere come giocano e in che forma sono diverse squadre che parteciperanno ai prossimi Mondiali: alcune si presentano al torneo con la loro miglior rosa di convocati, altre invece sfrutteranno l’occasione per dare la possibilità alle riserve e ai più giovani di confrontarsi con un torneo internazionale di una certa rilevanza, e magari di guadagnarsi una convocazione per l’anno prossimo. Oltre a questo, la Confederations sarà un modo per vedere in che modo la Russia si comporterà nell’organizzazione degli eventi: fin dall’assegnazione dei Mondiali infatti circolano molte preoccupazioni per quanto riguarda gli episodi di razzismo e omofobia che si verificano spesso nel campionato di calcio nazionale. Dagli Europei dell’anno scorso anno, inoltre, ci sono anche delle preoccupazioni per la gestione della sicurezza. Agli Europei in Francia infatti, i tifosi russi, a migliaia, furono protagonisti di lunghi scontri con la polizia e con i tifosi inglesi nel centro di Marsiglia, e poi di altri incidenti in altre città nel corso del torneo. I disordini in Francia destarono parecchi timori su quello che potrebbe succedere nelle città russe la prossima estate, soprattutto per l’atteggiamento militaresco delle tifoserie, molto numerose e prevalentemente di estrema destra.

Il tifo organizzato, tuttavia, sembra essere più un problema in vista dei Mondiali del prossimo anno. Alla Confederations Cup infatti partecipano otto Nazionali, di cui solo due europee — oltre alla Russia — e non è prevista una grande presenza di spettatori. Si giocherà inoltre solo in quattro città — San Pietroburgo, Mosca, Kazan e Sochi — ed è previsto che la maggioranza dei tifosi, in particolare nelle città più lontane dal continente europeo, Kazan e Sochi, sarà russa. Per quest’anno la FIFA si impegnerà soprattutto ad evitare che durante le partite si verifichino episodi di razzismo e omofobia: l’organizzazione ha già fatto sapere che l’arbitro potrà decidere di sospendere un convegno in caso questo avvenga, e di farlo riprendere solo quando si verificheranno le condizioni per procedere in una condizione di tranquillità.

La Confederations Cup è un torneo organizzato dalla FIFA e ha una storia attuale e complicata. L’idea di un torneo tra le nazionali vincitrici dei vari trofei continentali ha avuto diversi precedenti (il Mundialito del 1980 e il Trofeo Artemio Franchi del 1983 e del 1985), ma il predecessore di quello attuale è nato in Arabia Saudita nel 1992, con il nome di Coppa Re Fahd (dal nome del sovrano allora regnante, morto nel 2005). Alla prima edizione parteciparono solo quattro squadre e sei a quella successiva, nel 1995.

Il torneo non aveva molta visibilità e continuò a essere poco conosciuto anche quando entrò in gioco la FIFA, che nel 1997 ne rilevò l’organizzazione, cambiò il nome in FIFA Confederations Cup e stabilì che si giocasse ogni due anni. Ci furono così le edizioni del 1997, ancora in Arabia Saudita, poi del 1999, 2001 e 2003. Lo scarso interesse per la competizione era testimoniato dal fatto che in diversi casi la prima squadra europea invitata a partecipare rifiutava. Ad ogni modo, la FIFA riconosce come vincitori della Confederations Cup tutte le squadre che hanno vinto gli otto tornei dal 1992 in poi. Il Brasile ha vinto quattro edizioni, la Francia due, Argentina, Messico e Danimarca una.

La svolta arrivò nel 2005, quando la frequenza della Confederations Cup fu allungata da due a quattro anni e si stabilì che il torneo venisse giocato sempre nella nazione che avrebbe ospitato il Mondiale l’anno successivo: in questo modo la Confederations Cup è diventata una specie di “prova generale” del Mondiale, che dà l’opportunità di giocare in strutture nuove o rinnovate e dà occasione alla Nazionale “ospite” di fare esperienza. Quella che si gioca in Russia è quindi la decima edizione del torneo, la prima a cui partecipano tre Nazionali europee.

Portogallo, Cile e Germania sembrano le Nazionali favorite, con il Messico subito dietro. I campioni del mondo in carica, tuttavia, partecipano alla Confederations Cup con la loro “seconda” squadra e Joachim Löw, l’allenatore, ha preferito non chiamare i suoi titolari. Non ci saranno quindi Thomas Muller, Toni Kroos, Manuel Neuer, Jerome Boateng e Mats Hummels. Al loro posto sono stati convocati i migliori giovani a disposizione, che sono parecchi e pure forti, ovvero Leroy Sanè del Manchester City, Joshua Kimmich del Bayern Monaco e Leon Goretzka dello Schalke 04. Poi ci sono diversi giocatori che nell’ultima stagione sono stati particolarmente apprezzati, tra cui gli attaccanti Lars Stindl e Timo Werner e i difensori Niklas Sule e Marvin Plattenhardt.

Il Portogallo, campione d’Europa da un anno, ha convocato praticamente gli stessi giocatori con cui ha vinto gli Europei in Francia, senza però togliere giocatori all’Under-21, impegnata negli Europei di categoria in Polonia, fra cui il centrocampista Renato Sanches. Ci sarà Cristiano Ronaldo, il capitano e campione d’Europa anche con il suo club, il Real Madrid, e da due anni di fila. Sono stati convocati João Moutinho e Bernardo Silva del Monaco, l’interista Joao Mario, il centrale del Real Madrid Pepe, e poi Ricardo Quaresma, Bruno Alves, Raphaël Guerreiro e i migliori giocatori di Porto, Sporting e Benfica, le tre squadre più forti del paese.

Da un anno il Cile non è più allenato da Jorge Sampaoli, con cui ha vinto la sua prima Coppa America. Nell’ultima stagione Sampaoli ha allenato il Siviglia, in Spagna, mentre da questo mese è diventato l’allenatore dell’Argentina, la Nazionale del suo paese natale. Il Cile, invece, è ora allenato da Juan Antonio Pizzi, altro allenatore argentino. Come ha fatto Fernando Santos con il Portogallo, Pizzi ha portato in Russia la miglior squadra possibile: ci sono quindi Claudio Bravo, Arturo Vidal, Alexis Sanchez, Charles Aranguiz, Edu Vargas e Gary Medel, i giocatori più importanti della rosa e protagonisti delle recenti vittorie. Il Cile ha vinto le ultime due edizioni della Coppa America ma è in Russia perché ha vinto la meno attuale. Quella giocata la scorsa estate negli Stati Uniti, infatti, era la coppa del Centenario, quindi un’edizione straordinaria e non inclusa nei criteri di qualificazione della Confederations Cup.

Sarà difficile vedere la Russia competere in casa propria con Germania, Portogallo e Cile. L’anno scorso disputò un pessimo Europeo, dove ottenne un solo punto in tre partite, con una squadra di età media molto avanzata e senza particolari talenti. Stanislav Cherchesov ha sostituito Leonid Slustky come allenatore, ma la squadra si trova ancora in un periodo di transizione: non ha più i suoi giocatori più “anziani” e ha inserito fra i convocati alcuni nuovi giocatori provenienti da Rostov, Krasnodar e Spartak Mosca, le tre squadre russe che nell’ultimo anno hanno ottenuto i migliori risultati, anche nelle coppe europee. Ma probabilmente è ancora presto perché si vedano dei miglioramenti.

Il Messico è l’unica squadra delle otto partecipanti ad aver già vinto una Confederations Cup, nel 1999. Quest’anno continua ad avere un’ottima squadra e nonostante non sia tra le favorite potrebbe comunque riuscire ad giungere in fondo grazie alla presenza in squadra dei suoi giocatori più importanti: Javier Hernández, Jonathan dos Santos, Héctor Herrera, Guillermo Ochoa e il nuovo terzino della Roma Héctor Moreno. La squadra più debole del torneo è la Nuova Zelanda, per distacco. Australia e Camerun le sono parecchio superiori, anche se probabilmente faranno molta fatica anche loro a giocarsela con Portogallo, Cile, Messico e Germania. Potrebbero tuttavia sorprendere se le quattro Nazionali citate dovessero prendere sottogamba il torneo, come già capitato in passato a diverse Nazionali date per favorite.

Lo scorso marzo un’inchiesta realizzata da Josimar, un magazine sportivo norvegese, ha raccontato che almeno un centinaio di operai nordcoreani sono stati impiegati nella costruzione del nuovo stadio di San Pietroburgo, uno degli impianti in cui si giocheranno le partite dei Mondiali del 2018 e della Confederations Cup di quest’anno. Secondo Josimar, che nella sua inchiesta ha raccolto le testimonianze di alcune persone impegnate nella costruzione e di diversi esperti internazionali in materia di sfruttamento del lavoro, a San Pietroburgo gli operai nordcoreani hanno vissuto stipati nei container in una zona irraggiungibile adiacente al cantiere, in condizioni disumane e senza ricevere alcuna paga.

Questa settimana, a pochi giorni dall’inizio della Confederations Cup, Human Rights Watch ha affermato che nella costruzione dei nuovi stadi russi — dodici in tutto — sarebbero morti almeno 17 lavoratori, con altre decine di operai che avrebbero subito continui abusi sul posto di lavoro. Human Rights Watch scrive inoltre che i recenti scandali che hanno coinvolto la FIFA hanno contribuito a rendere insufficienti i suoi sistemi di controllo e prevenzione. Le morti riportate nel rapporto di 34 pagine pubblicato mercoledì sono state documentate dal Building and Wood Workers’ International, un sindacato internazionale con sede in Svizzera.

Le otto Nazionali sono divise in due gironi: nel primo ci sono Russia, Nuova Zelanda, Portogallo e Messico. Nell’altro Germania, Cile, Australia e Camerun. La prima partita si gioca sabato alle 17, tra Russia e Nuova Zelanda. Le prime due di ogni girone si qualificano alle semifinali, in programma il 28 e il 29 giugno. La finale si giocherà a San Pietroburgo il 2 luglio. In Italia la Confederations Cup sarà trasmessa da Sky sui suoi canali sportivi o in streaming da pc, tablet e smartphone con Sky Go.