Forum Russia Italia Il più grane punto di riferimento nel web per tutto quanto concerne la Russia!Forum Russia Italia

Tripoli: “L’accordo sui migranti firmato da Libia e Italia sia un modello per altri Paesi europei”

«L’accordo sui migranti firmato con l’Italia è un accordo modello che altri Paesi europei potrebbero sottoscrivere». Ospite di Med Dialogues 2017 il vice-premier libico Ahmed Maitig minimizza le polemiche che da settimane rimbalzano attraverso il canale di Sicilia. Mentre il primo ministro al Sarraj vola a Washington per incappare Donald Trump, il suo numero due presiede il summit di Roma, dove fino a sabato sono in campo i più importanti attori dell’area MENA e i loro sponsor internazionali (oltre alla Russia quest’anno c’è una significativa presenza della Cina).  

Maitig ringrazia l’Italia («ha fatto il possibile»), manda un messaggio di amicizia all’Eni (è rimasta nel nostro Paese durante la crisi e questo la rende una società molto privilegiata presso i libici»), ventila prospettive economiche a tutto campo («l’attuale produzione di petrolio in Libia è di 1,1 milioni di barili, ma c’è la possibilità di giungere a 1,8 milioni»). Rifiuta però la narrativa che dopo il filmato sulla compra-vendita dei migranti diffuso dalla Cnn descrive la Libia come l’inferno da cui evacuare migliaia di nigeriani, senegalesi, ivoriani: «Quel filmato non rappresenta le tradizioni e le consuetudini in Libia, Paese che ha sempre mantenuto eccellenti relazioni con il resto dell’Africa”. Evita di rispondere al perché Tripoli non abbia firmato la Convenzione sui rifugiati del 1951 e continui a non firmarla ma insiste sul fatto che «la crisi dei migranti» sia un problema di tutti («siamo un Paese di transito per chi sogna l’Europa») e che l’Italia non possa essere lasciata sola.  

C’è il pienone nella grande sala dell’Hotel Parco dei Principi allestito per la terza edizione di Med. Gli occhi sono puntati sul ministro degli esteri iraniano Zarif - che non chiude all’ipotesi di un convegno con l’amministrazione Trump ma chiede «rispetto reciproco» - ma anche sulla nutrita delegazione libica, sul ministro degli esteri del Qatar e la controparte saudita, sul luogotenente di Baghdad al Jaafari che chiede «un piano Marshall per l’Iraq e sul terrorismo, di cui il segretario generale dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica Yousef bin Ahmad al Othaimeen chiede il pugno di ferro con chi spara ma la tolleranza con chi prega. Il nemico comune a tutti è l’Isis ma ad ascoltare i singoli interventi si capisce quanto divergano le posizioni sulle modalità della “deisizzazione” della regione e quanto - come nota il vicepresidente dell’International Crisis Group Robert Malley - proprio la sconfitta definitiva dello Stato Islamico potrebbe riattizzare tensioni, antagonismi, conflitti.  

A Roma, per tre giorni, l’imperativo è costruire. Lo ribadisce a più riprese il ministro degli esteri Angelino Alfano che porgendo il benvenuto al presidente libanese Aoun e al nostro Mattarella annuncia l’Erasmus del Mediterraneo, «un’intesa strategica che verrà firmata a margine di Med».