Forum Russia Italia Il più grane punto di riferimento nel web per tutto quanto concerne la Russia!Forum Russia Italia

Nave dell’Eni bloccata dai turchi, perché il Mediterraneo è strategico per l’Italia

Da una settimana una nave dell’Eni che avrebbe dovuto cominciare la ricerca di nuovi giacimenti di gas nelle acque dinanzi all’isola di Cipro è bloccata dalla marina militare turca. 

Dal 2009 nel Mediterraneo orientale sono stati scoperti una serie di giacimenti di gas naturale e gli esperti si aspettano di scoprirne ancora altri molto presto. La zona compresa tra le coste di Israele e dell’Egitto a Sud e quelle di Cipro a Nord è stato battezzato “Triangolo dell’energia” da un accordo economico stipulato tra Cipro e Israele nel 2010, definizione che ha già meritato una voce su Wikipedia.  

Le riserve di gas che sono state individuate arrivano a 3.500 miliardi di metri cubi e quelle che potrebbero nascondersi sotto lo stesso tratto di mare sarebbero di altri 10.000 miliardi di metri cubi. Significa che un Paese come l’Italia, che consuma ogni anno poco più di 70 miliardi di tonnellate di gas all’anno, avrebbe riserve di questo combustibile sufficienti per 190 anni. 

Il Mediterraneo è diviso tra le nazioni in Zone economiche esclusive che vanno molto oltre i confini delle acque territoriali. Il più grande giacimento dell’area è nella Zona economica dell’Egitto ed è stato individuato proprio dall’Eni nel 2015: con 850 miliardi di metri cubi è grande a sufficienza da garantire, per modello, 12 anni di consumi di gas a un Paese come l’Italia. Altri due grossi giacimenti sono nella Zona di competenza di Israele. Un quarto, più piccolo, nella Zona cipriota. Questi quattro sono i pozzi dei quali si sta avviando o è già stato avviato lo sfruttamento. A occuparsene sono sempre grandi compagnie petrolifere e non i Governi degli stessi Paesi. 

Anche di fronte alla Striscia di Gaza è stato individuato un giacimento del quale non è stata ancora iniziata l’esplorazione e non è ancora previsto lo sfruttamento. Altre ricerche sono in corso e la mappa degli idrocarburi viene continuamente aggiornata. L’area di fronte al delta del Nilo, di competenza egiziana, sembra essere la più promettente. Il Libano non ha ancora giacimenti certi e contesta i confini della Zona di mare di competenza di Israele. La Giordania, che non ha sbocchi sul mare, ha cominciato a importare gas da Israele.  

L’esplorazione della nave dell’Eni bloccata dalla marina turca si sarebbe svolta al largo delle coste orientali di Cipro, affacciate verso il Libano e la Siria, dove ancora non si conoscono riserve sottomarine di gas. Nessun giacimento è stato individuato anche a Nord di Cipro, nel tratto di mare che separa l’isola dalla Turchia. 

Il potenziale dei giacimenti già scoperti è tale da aver fatto nascere il progetto di un gasdotto che da Israele raggiunga Cipro e da qui la Grecia e l’Italia (chiamato EastMed). Oggi il nostro Paese importa il gas naturale soprattutto dalla Russia e, poi, dall’Algeria.  

L’analista Moisés Naim in un articolo per la rivista Oil dell’Eni ha scritto che questi giacimenti «una volta commercialmente disponibili, riscriveranno la mappa energetica del Medio Oriente e dell’Europa. Un tale panorama energetico modificherà inevitabilmente il paesaggio geopolitico, creando nuove opportunità e nuovi pericoli».