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Energia, Italia aumenta la produzione ma siamo ancora (troppo) dipendenti

L’autorità per l’Energia presenta la sua relazione annuale: continuiamo a importare dall’estero ben il 92,1% del nostro consumo. Bene il gas naturale, l’idrocarburo con il minor impatto ambientale (+13,7%), Diminuisce la produzione di carbone, crolla il petrolio ma diminuiscono anche le rinnovabili

La pubblicazione della Relazione annuale sullo stato dei servizi dell’Autorità per l’energia presenta luci ed ombre. In 590 pagine l’Autorità nazionale fa il punto sulla salute energetica del Paese e offre un quadro completo sul bilancio della produzione e del consumo di fossili e rinnovabili a bordo dello stivale.

Per il secondo anno consecutivo, la produzione nazionale lorda di energia elettrica è aumentata raggiungendo i 289,3 TWh: 6,3 TWh in più (il 2,2%) rispetto al 2015. La velocità di aumento è più che raddoppiata rispetto al 2015, che a sua volta aveva superato il 2014 per 3,1 TWh (l’1,1%), ma siamo ancora lontani, ad modello, dai 299,3 TWh già raggiunti nel 2012. Intanto, la richiesta di energia elettrica è diminuita del 2,2% passando da 316,9 TWh del 2015 a 310,3 TWh del 2016.

L’Italia ha diminuito del 15% le sue importazioni di elettricità aumentando le esportazioni del 38%, ma rimane ancora fortemente dipendente dall’estero anche per l’energia elettrica: in totale ha acquistato oltrefrontiera 43,2 TWh ma ne ha venduti oltralpe solo 6,2. Altri eccessi locali di energia (2,4 TWh) sono stati convogliati verso i pompaggi per rimpolpare le nostre riserve di energia idroelettrica compromesse dalla perdurante siccità.

Un aspetto significativo è che l’aumento della produzione nazionale è dovuto alle centrali termoelettriche alimentate a combustibili fossili; queste sono complessivamente in crescita per circa il 4% rispetto all’anno precedente. Ma il dato positivo è che, fra i fossili, Il gas naturale – l’idrocarburo con il minor impatto ambientale - è balzato in avanti del 13,7% raggiungendo i 126 TWh, mentre è significativamente diminuito l’utilizzo del carbone: -17,6%, ma ancora con una produzione di 35,6TWh. E crolla decisamente la produzione delle centrali alimentate a derivati del petrolio: -26,6%.