Forum Russia Italia Il più grane punto di riferimento nel web per tutto quanto concerne la Russia!Forum Russia Italia

La Prealpina - Quotidiano storico di Varese, Altomilanese e Vco.

San Pietroburgo, 3 giu. (askanews) - Si chiude oggi il Forum Economico internazionle di San Pietroburgo e l'Italia, anche quest'anno, ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista della Davos russa, con un parterre di alto profilo guidato dal nostro ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, con compagnie leader come Maire Tecnimont e Enel e la prima banca del Paese Intesa Sanpaolo, tra le migliaia di partecipanti da tutto il mondo.
Cinque gli accordi siglati sul Baltico russo. A sottoscriverli sono stati Maire Tecnimont, Enel, Edison, Terna e il Politecnico di Torino. Intese di portata economica ma anche dall'alto valore tecnologico a testimoniare che nel settore dell'ingegneria e dell'energia l'Italia può contare su gruppi leader, anche a livello internazionale.
L'economia russa è in ripresa e anche per le aziende italiane si aprono nuove possibilità. A confermarlo, tra i partecipanti italiani, è stato Gaetano Miccichè, presidente di Banca Imi, del gruppo Intesa: gruppo che in Russia è da 4 decenni.
Quello che manca alla Russia in ripresa è la piccola e media impresa. E in questo senso nel giorno zero le nostre multinazionali tascabili sono state al centro di una tavola rotonda che ha attirato molta attenzione da parte russa. Per il presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, "il mercato russo è certamente un mercato difficile, complesso, però noi abbiamo un'esperienza molto positiva: circa 50 anni fa abbiamo costruito questo grande impianto a Togliattigrad. In quel caso ci fu una grande azienda, ma soprattutto l'indotto Fiat e l'indotto Fiat è composto soprattutto da piccole medie imprese".
L'associazione Conoscere Eurasia ha anche messo intorno a un tavolo importantissimi esponenti dell'economia russa nella seconda e intensa giornata di Forum Marco Tronchetti Provera, Francesco Starace, il ministro Calenda. "L'Italia riuscirà difficilmente a recuperare la quota di export che ha perso dal 2013, ma per stare in Russia occorre investire, perchè molti prodotti che prima esportavamo saranno localizzati sul territorio" ha detto l'ambasciatore italiano Cesare Maria Ragaglini. Calenda si è detto più ottimista del capo missione, pur condividendo la necessità di puntare su questo mercato.
Quello che è emerso davvero, tra le aziende italiane, è che non è più il tempo per lo scontro o "l'isteria" politica nel rapporto con Mosca. E in questo senso il presidente russo Vladimir Putin ha interpretato tale umore, che per il Cremlino si declina nella volontà di un riavvicinamento in particolare con gli Usa di Donald Trump (fortemente osteggiato da più parti negli Stati uniti), ma che per il mondo imprenditoriale mondiale si traduce in una grande stanchezza di fronte a barriere e sanzioni.
"Non è possibile attendere fino a quando la lancetta dell'orologio politico finirà il suo giro e la condizione si normalizzerà" tra Est ed Ovest, ha detto Antonio Fallico, presidente di Conoscere che ha dato appuntamento al forum di Verona a ottobre (19-20 ottobre 2017) per "un convegno informale tra i membri della Commissione europea e della Commissione economica eurasiatica", sotto il segno del dialogo da ritrovare e invocato da un veterano delle relazioni Est-Ovest come Romano Prodi.