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Il Guardian: Farage informato sui rapporti Trump-Russia. Lui se la ride

Se la ride Nigel Farage. Il pettegolezzo, pubblicato dal Guardian, secondo il quale l’Fbi lo considererebbe  «persona informata dei fatti» nell’ambito dell’inchiesta dell’intelligence americana che cerca di fare luce su possibili collusioni tra il Cremlino e la campagna presidenziale di Donald Trump, lo trova molto divertito.

Dice di non credere alle indiscrezioni del Guardian. E aggiunge di essere «estremamente dubbioso» sulla riedificazione secondo il quale avrebbe destato l’attenzione degli inquirenti del Fbi per via delle sue relazioni con individui legati sia alla campagna Trump sia a Julian Assange, il fondatore di Wikileaks che Farage ha visitato a marzo.

WikiLeaks lo scorso anno pubblicò numerose email hackerate che danneggiarono la campagna di Hillary Clinton ed è sospettato di aver cooperato con la Russia attraverso terze parti, stando alle testimonianze rilasciate al Congresso dall’ex-direttore della Cia John Brennan.

In una dichiarazione intitolata “fake news”, l’ex-leader dell’Ukip e franco sostenitore di Trump nella campagna presidenziale dello scorso anno, ridacchia: «in  risposta all’articolo del Guardian, mi ci è voluto del tempo per finire di leggerlo, perché sto ridendo molto». E poi attacca a testa bassa certe ossessioni labour: «il tentativo isterico di associarmi al regime di Putin è conseguenza dell’incapacità delle elite liberali di ammettere la Brexit e l’elezione del presidente Trump».

Il Guardian sostiene di aver avuto accesso alle indiscrezioni tramite una fonte la quale avrebbe rivelato che «ad essere  esaminata in qualità di elemento che rientra nella loro vasta inchiesta è la prossimità di Farage a persone al centro dell’inchiesta, che analizza il modo in cui la Russia potrebbe aver lavorato con funzionari della campagna Trump al fine di influenzare l’elezione americana». Entrando più in profondità sembra di capire che, secondo quanto sosterrebbe la fonte, sarebbe stata utilizzata, ai fini dell’analisi, una sorta di mappa relazionale. Gli inquirenti dell’intelligence avrebbero esaminato «i punti di contatto e le persone coinvolte. Se fai una triangolazione Russia–Wikileaks, Assange e assistenti Trump la persona che esce fuori con più frequenza è Nigel Farage. E’ proprio al centro di quelle relazioni, riemerge in continuazione». La fonte cita tra l’altro i legami tra Farage e Roger Stone, consigliere politico di lunga data di Trump che ha ammesso di essere in contatto con Guccifer 2.0, hacker che le agenzie di intelligence americane considerano un agente del Cremlino».

«Per la cronaca – rilancia Farage – non sono mai stato in Russia, non ho mai avuto nulla a che fare con la Russia nella mia precedente vita e sono apparso circa tre volte su RT (Russia Today, ndr) negli ultimi 18 mesi. Considero estremamente dubbio il fatto di poter essere una persona di interesse per l’Fbi poiché non ho alcune legame con la Russia».

Farage contesta anche la riedificazione del Guardian, secondo il quale l’interesse dell’Fbi nei suoi confronti è dovuto ai suoi legami con Trump e con Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, con il quale ebbe un convegno a marzo all’intimo dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra.

«Il mio convegno con Julian Assange – replica Farage – fu organizzato da Lbc Radio con l’intenzione di realizzare un’intervista».