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Russia 2018, tanti i granata che sognano il Mondiale

Da Belotti a Barreca passando per Sirigu, Ljajic e Niang sono tanti i granata che sognano la convocazione per Russia 2018

Sono soltanto più 9 i biglietti a disposizione per Russia 2018 con le squadre che, ad inizio novembre si giocheranno le ultime chance di approdare ai prossimi Mondiali. Nove posti che verranno distribuiti tra i vari continenti: quattro qualificate, infatti, arriveranno dalla zona europea tramite gli spareggi a cui parteciperà anche l’Italia, tre dai gironi africani e le ultime due dagli spareggi intercontinentali. Fase di qualificazione, dunque, che ha visto e vedrà ancora protagonisti molti dei giocatori in forza al Torino che, una volta archiviata l’ultima parentesi di novembre, potranno iniziare a sperare, sognare e lavorare per strappare una convocazione per il Mondiale vero e proprio. Una lista che coinvolge, in primis, gli italiani. Gli Azzurri di Ventura, nonostante la vittoria contro l’Albania abbia scongiurato la possibilità di trovarsi in seconda fascia garantendo alla Nazionale di essere testa di serie agli spareggi, dovranno ancora superare le due sfide di novembre per poter festeggiare ufficialmente la qualificazione ai Mondiali del prossimo anno. Festa che, oltre a portare l’Italia in Russia, funzionerebbe da nuovo stimolo per almeno tre dei giocatori di Mihajlovic. In prima battuta, ovviamente, il Gallo Belotti. L’attaccante granata ha dovuto rinunciare alle ultime due sfide in Azzurro a causa dell’infortunio ma resta comunque uno dei più importanti punti di riferimento per la Nazionale e pensare ad una sua eventuale esclusione dai Mondiali sarebbe paradossale oltre che molto poco probabile. Ma il Gallo non è l’unico a puntare all’obiettivo convocazione: tra gli altri, infatti, ci sono anche Barreca e Sirigu. I due granata avranno nei prossimi mesi l’occasione per mettersi in mostra durante la stagione e un rendimento positivo con il Toro potrebbe permettergli di convincere anche il ct Ventura a dargli una possibilità di vestire la maglia della Nazionale.

Chi, invece, può già festeggiare la qualificazione è Adem Ljajic. L’attaccante ha finalmente trovato il suo ruolo sia nel Torino che con la Serbia imponendosi con continuità e dimostrando di poter essere determinante con entrambe le casacche. Un buon salto di qualità che potrebbe catapultarlo direttamente in Russia. Una certezza, quella della qualificazione, che ha anche la Nigeria. L’ennesimo infortunio muscolare che ha costretto Obi ad un lungo stop non è certo un bel biglietto da visita per il centrocampista che resta, comunque, una pedina importante per la sua Nazionale. L’obiettivo adesso deve essere quello di recuperare al meglio dal Ko subito col Toro per tornare a mettere minuti nelle gambe cercando di impressionare sia Mihajlovic che il ct nigeriano. La determinazione al centrale granata non manca e l’obiettivo Mondiale potrebbe essere la scintilla necessaria per rientrare al meglio. Quello che è certo è che un’eventuale convocazione potrebbe ripagare il centrocampista dopo le tanta sorte avversa accumulata in questi ultimi anni. Infine, Acquah e Niang. Sui due granata bisogna aprire un capitolo a parte. La qualificazione ai mondiali è tutt’altro che certa e prima di poter parlare di sogno Mondiale le rispettive Nazionali devono sperare ancora nella giustizia sportiva. Se, infatti, per il Senegal di Niang c’è ancora la carta Sudafrica, contro cui dovrà rigiocare dopo la soluzione del Tas di Losanna di annullare la precedente sfida a causa dell’arbitraggio scorretto e pilotato, per Acquah questa possibilità si sta soltanto immaginando. Il Ghana, infatti, avrebbe richiesto lo stesso trattamento riservato proprio al Senegal riguardo al match contro l’Uganda. Un gol regolare annullato e un rigore giudicato netto non dato ai ghanesi, infatti, avrebbero compromesso definitivamente la loro qualificazione al Mondiale. In caso di soluzione positiva da parte della giustizia sportiva, dunque, anche il Ghana avrebbe un’ultima chance. Ultime carte, quindi, anche per Acquah e Niang che, come detto, sperano di festeggiare per poi sognare davvero la Russia.